L’esperienza delle agenzie per l’assistenza domiciliare in Italia

L’evoluzione in Italia del fabbisogno di assistenza domiciliare alla persona ha due aspetti portanti, quello delle Cooperative sociali che competono in bandi pubblici per fornire questo tipo di assistenza in stretto raccordo con gli enti locali e le ASL e imprese specializzate nello stesso servizio direttamente alle famiglie.

Nel primo caso si tratta di grandi cooperative o consorzi in grado di garantire servizi socio-assistenziali su precise indicazioni e piani di assistenza, nel secondo la specializzazione professionale per le persone che, pur non accedendo all’assistenza pubblica, ricercano servizi specifici urgenti e non programmabili.

Il variegato settore delle cooperative sociali raggruppa circa 11.000 imprese, mentre il secondo si assesta su circa 600 ma in progressiva crescita.

Abbiamo chiesto al Dott. Giorgio Matteucci, vice presidente del network nazionale Progetto Assistenza, che raggruppa più di 80 imprese specializzate nel secondo segmento del settore, di rispondere ad alcune domande:

 

giorgio

Domanda: Dott. Matteucci, è possibile risalire ad una data precisa sulla nascita di questo particolare segmento di servizi in Italia?

Risposta: I servizi Integrativi e sostitutivi alla Famiglia nella cura della persona anziana e/o non autosufficiente si concretizzano a cavallo degli anni 1991-1992 nelle Regioni Lombardia ed Emilia Romagna. La particolarità di questo segmento è la capacità organizzativa di essere a disposizione della persona e della sua famiglia in tempo quasi reale (dalla richiesta di aiuto alla esecuzione del servizio, molte volte non trascorre nemmeno un’ora), dove l’organizzazione del servizio rimane a disposizione dell’utente e a seconda delle proprie necessità viene organizzato senza nessun vincolo di tempo e di necessità.

 

Domanda: Nello scenario europeo vi sono esperienze analoghe ?

Risposta: In Europa i servizi integrativi prendono corpo negli anni 1999-2000.  I Paesi del Nord Europa vi fanno meno affidamento, essendo prevalente, sia da parte delle istituzioni che della popolazione, la percezione dello Stato quale principale risposta ai bisogni assistenziali del cittadino.

Nel Sud Europa, invece, l’assistenza ad un congiunto rappresenta spesso un dovere se non un obbligo morale e complessivamente l’apporto della famiglia è più rilevante. L’Italia e la Spagna, rispettivamente con il 16,2% e 15,3%, sono i Paesi con le percentuali maggiori di familiari e amici che prestano assistenza nelle attività della vita quotidiana (ADL) a persone anziane o disabili. Tale percentuale esempio, scende all’8% in Svezia.

 

Domanda: Quali sono state le principali motivazioni che hanno portato a sviluppare queste attività senza il “paracadute” degli appalti pubblici?

Risposta: La notevole capacità organizzativa, il brevissimo tempo nel dare le risposte di richiesta di assistenza, la certezza di poter, da parte della famiglia, organizzarsi senza nessun vincolo temporale e di usufruire del servizio assistenziale senza obblighi e limiti reddituali, sono i motivi principali a cui la famiglia bisognosa di aiuto si affida. Inoltre il detto “la persona giusta, nel posto giusto e al momento giusto” in questo caso risulta quanto mai calzante.

 

Domanda: ci potrebbe fare un breve identikit dell’agenzia tipo?

Risposta: Le caratteristiche fondamentali che stanno alla base della qualità di un’Agenzia sono: la reperibilità telefonica 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno, locale fronte strada con vetrina (accessibile per ogni tipologia di Utente, dall’anziano al portatore di Handicap fino ai bambini), 25-35 mq., organizzata da una Persona che è predisposta alle esigenze delicate della persona non autosufficiente e della sua famiglia, intervenendo ad hoc nella organizzazione del servizio, dove l’ empatia, il rispetto della dignità e non per ultimo il rispetto della vita della persona bisognosa di aiuto, sono gli elementi fondamentali per far sentire la persona assistita, viva ed importante in ogni aspetto sociale.

Domanda: quali sono i servizi più richiesti dalle famiglie?

Risposta: L’accompagnamento presso Uffici, Ambulatori, Negozi, aiuto nell’igiene personale, la sanificazione dell’ambiente domestico, la veglia e sorveglianza sia diurna che notturna rappresentano i servizi maggiormente richiesti. Importanti sono anche i servizi di monitoraggio telefonico, telesoccorso e video-assistenza e tutti i servizi che riguardano l’aiuto alla deambulazione anche con mezzi tecnologici come gli eco-scooter, poltrone elettriche e montascale personalizzato.

 

Domanda: secondo lei, quale sviluppo prevede per il settore?

Risposta: Nei prossimi anni l’assistenza integrativa alla famiglia sicuramente avrà un’importanza sociale molto ampia. Le aspettative di vita aumentano ed insieme aumentano i bisogni. I prossimi “Anziani” avranno necessità molto maggiori rispetto agli “Anziani” degli anni 90; l’innovazione tecnologica, la globalizzazione e tutte le forme di social network fanno sì che ogni persona possa essere connessa con il mondo esterno e di conseguenza le necessità e i fabbisogni comunicativi saranno sempre maggiori.

Inoltre l’interazione sempre maggiore tra pubblico-privato sarà sicuramente l’arma vincente per abbattere tante barriere organizzative e gestionali che ad oggi ancora non permettono una ancor più efficace presa in carico dei problemi assistenziali delle persone.

 

Domanda: Quali sono gli ostacoli maggiori che riscontra per il settore e quali possono essere le possibili soluzioni?

Risposta: Oltre la non perfetta sincronia comunicativa tra Pubblico e Privato, necessaria per una costante e razionale organizzazione assistenziale, tanti sono gli ostacoli che giornalmente si pongono davanti ai gestori dei servizi assistenziali soprattutto per mancanza di regole certe e razionali, sia nell’ambito organizzativo che assistenziale.

Bisogna partire da un concetto estremamente reale: la certezza della vita di ognuno di noi è talmente flebile, che del futuro non vi è certezza, soprattutto al mondo d’oggi, dove gli imprevisti oltre le malattie sono rappresentati da incidenti e da ogni atto esterno la volontà del singolo. Questo concetto ricalca le necessità quotidiane di ognuno di noi che variano in ogni ora, in ogni frangente della nostra vita.

 

Domanda: Lei è a conoscenza dell’Accordo sindacale che ha regolamentato l’operatore d’aiuto. Qual è la sua opinione in merito?

Risposta: Non solo ne sono a conoscenza, ma dal Maggio 2016 la nostra organizzazione ha voluto essere Associata a Professione in Famiglia con la quale ha iniziato un percorso di condivisione e di sviluppo per implementare le opportunità del settore e renderle fruibili agli operatori, agli associati e a tutte le organizzazioni che si occupano di assistenza. Questo è un primo passo, molto importante, per cercare di regolamentare una volta per tutte le varie figure che sono protagoniste nel difficile campo assistenziale privato e dove molti aspetti legislativi-istituzionali risultano non adeguatamente allineati alle nuove esigenze assistenziali.

 

Domanda: cosa distingue per la famiglia il servizio dell’operatore d’aiuto rispetto a quello fornito da una badante?

Risposta: Il servizio Operatore di Aiuto, come già detto ha la estrema elasticità di intervento, da un’ ora assistenziale in poi, per uno o per alcuni giorni, seguendo la persona nel suo percorso di recupero o nel suo declino fisiologico in maniera da intervenire in ogni momento ed essere di supporto alla Famiglia, secondo le necessità anche e molte volte purtroppo non programmabili. La Badante impone una costante presenza in famiglia che molte volte stravolge quelle che sono le abitudini di vita della persona anziana stessa, adattandole ad usi e costumi non propri.

 

Domanda: pensa che sia utile per le famiglie poter portare a deduzione fiscale il costo dell’assistenza domiciliare extra sanitaria e quali risvolti potrebbe avere nel vostro settore?

Risposta: Non soltanto lo ritengo utile, ma necessario. Molte persone fanno delle scelte forti nel voler curare ed accudire il proprio familiare all’interno delle mura domestiche anche per valorizzarne la dignità personale. Molti passi in avanti si stanno già vedendo anche in Italia, la deducibilità fiscale per assistenza specifica alla persona darà certamente tanto aiuto alle famiglie e tantissimo aiuto a noi operatori del settore per combattere il lavoro in nero che risulta ancora oggi essere il cancro della nostra attività.

La qualità assistenziale (la nostra Organizzazione è al momento l’unica che si può fregiare del marchio di qualità ISO 9001-2008) certamente ne trarrà beneficio e con questa anche la qualità della vita degli assistiti.

 

Domanda: Cosa è l’Ability Cafè ? A chi è rivolto ?

Risposta: Ability Cafè promuove la creazione di una rete di centri diurni per persone disabili che si basa sulla condivisione di professionalità specifiche  in grado di rispondere ai bisogni di assistenza  di persone disabili di qualsiasi età, attraverso interventi personalizzati e risposte competenti sia agli ospiti che ai loro familiari.

Ability Cafè è il primo progetto di creazione ad hoc di centri diurni per persone con disabilità aderenti ad un franchising:  centri costruiti come spazi ludici basati sulla filosofia dell’aggregazione, nel rispetto dell’identità e della dignità umana. La formula del franchising fornisce strumenti di supporto e conoscenze a tutti coloro che hanno intenzione di realizzare una attività dove la presa in carico professionale del bisogno delle persone con disabilità (dal bambino all’adulto) si traduce in attività di tipo educativo e sociale personalizzate e a tutto tondo.

 

 

SCHEDA TECNICA DEI CENTRI ABILITY CAFE’

Alla base del concetto di Ability Cafè troviamo:

-              Spazi educativi innovativi

-              Valorizzazione dell’abilità personale

-              Modello funzionale aperto

I servizi per gli ospiti

Agli ospiti sono proposte attività indirizzate alla valorizzazione delle abilità residue, privilegiando quelle di aggregazione, seguendo i gusti e le predisposizioni degli utenti. I servizi offerti agli ospiti sono;

– Assistenza socio-educativa in regime semiresidenziale

– Attività occupazionali

– Attività didattiche – Attività ludiche motorie

– Servizio di accompagnamento da e verso il centro

– Somministrazione pasti

I servizi per i famigliari

Ability Cafè accoglie e guida le famiglie degli ospiti del centro, favorendo una attività in sinergia allo scopo di garantire il miglior servizio e serenità dell’assistito nella presa in carico dei suoi specifici bisogni e alla creazione di dinamiche di auto-aiuto nate dalla condivisione. I servizi per le famiglie sono:

– Educazione sanitaria

– Centro di ascolto caregiver

– Centro di formazione caregiver

– Attività di aggregazione caregiver